ven

25

mar

2016

Porte "aperte" alla misericordia

Un’esperienza frequente, che noi tutti facciamo, è quella del cosiddetto “primo impatto” di fronte a una persona sconosciuta. Il volto è, per così dire, la porta di casa della nostra persona. Un volto sereno, accogliente, sorridente, predispone positivamente all’incontro, mentre un volto teso, buio, accigliato, se non indispone per lo meno preoccupa o allontana. E’ vero che non ci si può fermare alle prime impressioni, perché magari poi si scopre che il sorriso può nascondere ferite profonde, e al contrario, le ferite evidenti, se si riesce a varcare la soglia della superficie, possono racchiudere dei valori profondi.

Questa è l’esperienza che le nostre comunità cristiane hanno vissuto durante il periodo di quaresima con la visita dei ”missionari della misericordia” ai nostri anziani,  ammalati e alle loro famiglie.

 

Sono stati momenti di grande gioia sia da parte delle persone ‘visitate’ che da parte dei missionari.

Padre Franco, padre Angelo, padre Francesco, padre Silvano, padre Alessandro sono stati capaci di annunciare e far sperimentare la misericordia attraverso la loro simpatia e il sacramento della Riconciliazione.


Nei loro incontri, nelle loro parole e nei loro gesti di accoglienza e vicinanza non solo hanno manifestato un’altissima umanità e bontà ma hanno rivelato chi è Dio.

Riporto alcune righe del n. 8 della Bolla d’Indizione dell’Anno della misericordia di papa Francesco, che sintetizza quanto sto cercando di dire:

“Le sue relazioni con le persone che lo accostano manifestano qualcosa di unico e di irripetibile. I segni che compie, soprattutto nei confronti dei peccatori, delle persone povere, escluse, malate e sofferenti, sono all’insegna della misericordia. Tutto in Lui parla di misericordia. Nulla in Lui è privo di compassione.”

Il filosofo Massimo Cacciari, non credente ma appassionato della dimensione di cui la Chiesa è portatrice, afferma: “Mentre la Chiesa abita il proprio tempo, non può limitarsi ad accettare ogni direttrice e nemmeno a curare le ferite ne a consolare l’umanità; non può fermarsi a un compromesso con la storia. La Chiesa abita la casa degli uomini eppure deve attraversare questa casa, andare oltre. Non può lasciarsi addomesticare”.

Il percorso offerto dalla nostra Unità Pastorale  ci fa dire che la Chiesa di Lumezzane, in comunione con la Chiesa universale, intende andare oltre perché nella Misericordia (Dio stesso vinto dall’amore) ritroviamo la paradossalità del messaggio cristiano. C’è una libertà di perdono che incontra la capacità di perdono: è questo il sale del messaggio cristiano.

«Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia» (Mt 5,7). Ai misericordiosi, Gesù promette nient’altro che quello che già vivono: la misericordia. In tutte le altre beatitudini, la promessa contiene un di più, porta più lontano: coloro che piangono saranno consolati, i cuori puri vedranno Dio. Ma che cos’è che Dio potrebbe dare di più ai misericordiosi ? La misericordia è pienezza di Dio e degli umani. I misericordiosi vivono già della vita stessa di Dio.

La misericordia è l’umanità di Dio. Essa è anche l’avvenire divino dell’uomo.

Questo cammino di Misericordia impegna ciascun credente, è una proposta di paradossalità che caratterizza le pagine del Vangelo e indica che la nostra storia non si ferma ad una dimensione etica e politica della vita e del tempo ma ha un riferimento alla trascendenza, alla ricerca del Regno di Dio. A tutti noi il compito di diventare “oasi di misericordia”.

«Con la misericordia verso il prossimo tu assomigli a Dio» (Basilio il Grande).

 

Elda

 

Alcune testimonianze rilasciate dalle persone “visitate”:

 

Coloro che si sentono infelici, di null’altro al mondo hanno bisogno se non di qualcuno che presti loro attenzione. Oggi non solo ho ricevuto attenzione ma amore vero!

 

L’attenzione è energia. Quando qualcuno ti guarda con attenzione, ti sta dando un grande nutrimento. Nell’incontro con il missionario della misericordia ho ricevuto gioia, pace, consolazione e molto di più…….

 

Sono sempre stato convinto che è molto più facile perdonare un nemico che un amico, questa volta ho cambiato idea. Che bello!

 

Il regalo più prezioso che possiamo fare a qualcuno è il perdono, dopo molti anni, forse ci sono riuscita grazie al confronto con il missionario della misericordia.

 

Il missionario della misericordia mi ha aiutato a riflettere sul fatto che non devo  giudicare le persone dai loro errori, ma dalla loro voglia di rimediare. Speriamo di continuare così!

 

La mia famiglia ha vissuto un momento straordinario nell’incontro con il missionario della misericordia, ‘essere visitati’ ci ha fatto bene.

 

 

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